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L’indennità di trasferta nel CCNL Commercio

Indennità di trasferta ccnl commercio

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Se operi in questo settore da poco, probabilmente non sei ancora del tutto informato sull’indennità di trasferta prevista dal CCNL Commercio. Che problema c’è? Abbiamo pensato per te questa guida completa, per approcciarti a questo argomento apparentemente complesso nella più totale semplicità, in perfetto stile Commesse.it!

Indennità di trasferta CCNL commercio: a chi spetta?

La trasferta di lavoro, detta anche diaria giornaliera, non è altro che uno spostamento necessario del dipendente quando si presenta la necessità di spostarsi, per motivi lavorativi, dalla sede abituale di lavoro. Questo ad esempio può succedere quando un professionista del settore deve recarsi in un’altra filiale, oppure per la partecipazione ad un corso o un evento particolare per cui è richiesta la sua presenza. Tuttavia, si può parlare di trasferta solo quando il servizio del dipendente viene svolto per tutto l’orario lavorativo in una sede alternativa alla propria, ad almeno 60 km di distanza.

Trattandosi di un viaggio che spesso può essere anche molto impegnativo in termini di durata e permanenza, è previsto che per questi lavorativi sia corrisposta un'indennità, quella di trasferta appunto. Si tratta di un compenso che si aggiunge al rimborso spese e che viene stabilito sulla base del CCNL Commercio a seconda del proprio livello di appartenenza. A chi spetta quindi, questo importo? A tutti i lavoratori del settore, quando previsto che effettuino trasferte di lavoro.

Il “personale viaggiante” può essere chiunque: store manager, visual merchandiser, commessi, cassieri…Ma quali sono i vincoli a carico del datore di lavoro per la corresponsione della diaria di trasferta giornaliera? Vediamoli insieme:

  • Innanzitutto, l’indennità di trasferta non deve essere inferiore al doppio della retribuzione percepita in caso di pernottamento fuori sede dalla residenza del dipendente;
  • Nel caso in cui il pernottamento non sia previsto, l’indennità di trasferta viene ridotta di un terzo rispetto al doppio della retribuzione giornaliera;
  • Quando la trasferta si trasforma in una “missione” di durata superiore al mese, l’indennità sarà ridotta del 10%.

Calcolo dell'indennità di trasferta

Come brevemente accennato, il calcolo della diaria avviene secondo il livello di corrispondenza del proprio contratto collettivo di riferimento. L’ammontare dell’indennità di trasferta per un dipendente può variare, in ordine decrescente, dai 45 euro per un quadro fino ai 20 euro per l’ultimo livello del commercio. Questi importi, esattamente come per l’indennità di cassa, vengono corrisposti in busta paga.

Indennità di trasferta in Italia e all’estero

Insomma, se possiedi un’attività in questo settore è indispensabile conoscere le specifiche del caso, soprattutto perché potrebbe capitare spesso di effettuare trasferte,** sia in Italia come all’estero**. Prova a pensare alle *catene di abbigliamento internazionali* che hanno sede nelle grandi città europee!

In base quindi al luogo dove è previsto che si effettui la trasferta, si applicherà un regime fiscale differente sia per il lavoratore che per il datore. E a questo punto diventa necessaria una distinzione della trasferta in Italia, all'estero o se si tratta di semplici spostamenti che avvengono nel comune della sede di lavoro.

Ovviamente gli importi cambiano a seconda che gli spostamenti avvengano in Italia oppure all’estero: questo perché il CCNL Commercio (così come tutti gli altri, in fondo) prevede che il corrispettivo sia più alto nel caso la trasferta si prolunghi per più tempo. Di conseguenza le aziende, per motivi economici, se non possono far a meno di rinunciare alle trasferte estere, cercano di prediligere missioni che durino il minor tempo possibile.

Quali sono le modalità di rimborso per le spese di trasferta

Ma in che modalità vengono corrisposte le indennità di trasferta? Possono essere rimborsate in tre diversi modi, che cercheremo di illustrarti nel modo più semplice possibile:

  • Rimborso forfettario, per cui viene calcolato un importo fisso che non subisce variazioni a seconda dell’attività o ruolo professionale. Quando il CCNL di un dipendente riporta tale dicitura, vuol dire che quel lavoratore percepirà la somma indicata nel contratto;
  • Rimborso a piè di lista, che prevede la compilazione di una nota spese, un documento in cui il dipendente deve inserire tutti i giustificativi del viaggio, per richiedere all’azienda l’indennità di trasferta che gli spetta;
  • Rimborso misto, che prevede che in alcuni CCNL una formula congiunta tra quella forfettaria a quella a piè di lista. In questi casi si parla infatti di rimborso misto, perché oltre all’indennità forfettaria vengono riconosciute e rimborsate anche altre tipologie di spese come vitto, alloggio e spese per il viaggio.

Si tratta senza ombra di dubbio di una materia complessa, ma speriamo di averti aiutato a togliere qualche lecita perplessità!

Nonostante ci stiamo riferendo a dei veri e propri “viaggi” di lavoro, nella maggior parte dei casi si tratta di esperienze formative incredibili che i professionisti del settore retail sono sempre entusiasti di affrontare. E tu, lo sappiamo, non vedi l'ora di conoscere dei veri talenti che possano contribuire al successo della tua attività: ed è qui che entra in gioco Jobtech! Non serve andare in trasferta per trovare i candidati ideali, possiamo aiutarti noi con i nostri servizi HR su misura per le tue esigenze, come staff leasing, outsourcing e somministrazione di lavoro. Se spiegarti la disciplina sulle trasferte non è stato affatto semplice, la selezione del personale è la cosa che sappiamo fare meglio!

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